L’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus ha rappresentato l’Italia al 16° Summit annuale Internazionale sui Diritti Umani a New York.

​Grazie al suo continuo e instancabile impegno nel campo dei diritti universali, anche quest’anno l’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus è stata selezionata per rappresentare l’Italia al 16° Summit annuale Internazionale sui Diritti Umani.

​​Nella Sala Conferenze 4 del quartier generale delle Nazioni Unite a New York, i delegati e gli ambasciatori di Gioventù per i Diritti Umani provenienti da 40 nazioni hanno incontrato e stabilito contatti produttivi con rappresentanti delle ONG, membri della società civile, ambasciatori e rappresentanti delle Missioni Permanenti delle Nazioni Unite, funzionari governativi e delegati delle organizzazioni no-profit di tutto il mondo.

​Per i nostri rappresentanti e i nostri ospiti, nonché attivi sostenitori della nostra associazione, Avv. Laura Guercio e Dott. Emilio Nuzzolese, il Summit è stato un’esperienza estremamente preziosa.

​Con la partecipazione di ospiti provenienti da 78 nazioni, il messaggio dei tre giorni del Summit ha superato di gran lunga il perimetro della Sala Conferenze, andando in onda in diretta streaming sulla Web TV dell’ONU.

​Il tema del Summit è stato l’importanza della collaborazione e del lavoro congiunto fra le diverse comunità, per risolvere le violazioni dei diritti umani mediante un’opera di insegnamento dei30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo promulgata dalle Nazioni Unite.

​Il Summit di quest’anno è stato patrocinato dalla Missione Permanente di El Salvador presso le Nazioni Unite, in cooperazione con la Missione Permanente del Ghana, la Missione Permanente del Gambia e la Missione Permanente della Repubblica Moldava. Fra gli altri co-patrocinatori il Dipartimento dei Diritti Umani della Chiesa di Scientology Internazionale, il Karna Positive Trust del Nepal, l’Unione Internazionale delle Camere di Commercio ed Industria Bilaterali, la Commissione Nazionale dei Diritti Umani del Messico, la Fondazione per la Democrazia Internazionale in Argentina, l’African Diaspora Foundation, e l’Associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani.

​Il diritto all’istruzione è stato al centro del Summit, che ha toccato molte altre questioni relative ai diritti umani e la necessità di sradicare le ingiustizie e le disuguaglianze ovunque si verifichino. Gli oratori hanno analizzato le questioni, fornendo statistiche ed esempi di abusi nei loro paesi, nonché le azioni di successo nell’affrontare questi temi.

Tra gli oratori di spicco, l’Ambasciatore Reuben Armando Escalante Hasbun di El Salvador; il Vice Rappresentante Permanente Aggiunto della Sierra Leone Victoria M. Sulimani; Sua Eccellenza Ireneo Omositsion Namboka dell’Uganda; il Dr. Joseph L. Green, Presidente della 400 Years of African-American History Commission; e la Regina Madre Delois Blakely, Ambasciatore di buona volontà in Africa e Sindaco della Comunità di Harlem.

​L’ultimo giorno, sabato 29 giugno, si è tenuta la celebrazione multiculturale del Summit, ospitata dalla Chiesa di Scientology del Centro Comunitario di Harlem. La giornata è iniziata con un workshop per i delegati sull’educazione ai diritti umani, che ha portato ogni delegato a creare un piano d’azione per mettere in pratica quanto appreso durante il Summit e apportare cambiamenti positivi nelle rispettive comunità.

​Il pomeriggio ha visto una celebrazione multiculturale con spettacoli e relatori di numerose nazionalità e paesi. Il cantautore Michael Duff ha aperto la kermesse musicale, seguita dalla performance dei giovani e talentuosi studenti della Rybin School of Drama. I delegati di Gioventù per i Diritti Umani hanno illustrato le loro attività e hanno spiegato l’impatto che questo Summit ha avuto sulla loro vita.

​Nel suo discorso di chiusura, la dottoressa Mary Shuttleworth, presidente di Youth for Human Rights International (YHRI), ha espresso il suo più profondo rispetto per i giovani uomini e le giovani donne portavoce del messaggio di Gioventù per i Diritti Umani, dicendo: “Il vostro duro lavoro sta realizzando tutti i nostri sogni”.​

I delegati e gli ambasciatori di Gioventù per i Diritti Umani sono poi scesi in strada per l’attività finale del Summit. Ispirati dall’annuncio di servizio pubblico di Youth for Human Rights International per l’articolo 29 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Responsabilità), hanno distribuito centinaia di copie di opuscoli di Youth for Human Rights e letto i 30 diritti alle persone. Si sono poi riuniti a Times Square e hanno raccolto firme su una gigantesca petizione di quasi 4 metri per rendere obbligatorio l’insegnamento dei diritti umani nelle scuole.